
Ainu: Storia e Cultura di un Popolo Indigeno del Giappone
27/02/2025L’hanami (花見), che significa letteralmente "osservare i fiori", è una tradizione giapponese che consiste nell’ammirare la fioritura dei ciliegi (sakura), generalmente in primavera.
Si tratta di un'usanza nata tra i nobili del periodo Nara (VIII secolo) e diffusasi tra samurai e popolazione comune nel periodo Edo. Oggi un evento sociale molto sentito, durante il quale amici, famiglie e colleghi si riuniscono nei parchi per godersi la bellezza dei fiori, spesso accompagnando l’esperienza con cibo e sakè.
L’hanami simboleggia la caducità della vita e la bellezza del momento presente, valori profondamente radicati nella cultura giapponese.
Hanami: La Tradizione Più Importante del Giappone
Il sakura è un albero ampiamente diffuso in tutto il Giappone. La varietà più rappresentativa che diventa argomento di conversazione durante l’hanami è il Somei Yoshino.
Il Somei Yoshino (chiamato così in onore del villaggio Somei, luogo della sua origine) è il clone di un singolo albero che poi è stato innestato in tutto il Giappone ed in tutto il mondo. Per questo motivo i ciliegi fioriscono nella stessa regione quasi simultaneamente, scandendo così l'arrivo della primavera.
Il periodo che va dalla fioritura alla caduta dei petali del sakura dura meno di due settimane.
I petali che cadono come una "tempesta di fiori" (sakura fubuki) vengono spesso associati alla fugacità della vita umana. In Giappone, non è consuetudine limitarsi ad ammirare i fiori da soli, ma si usa anche organizzare delle feste con parenti, amici e volleghi, gustando pranzi al sacco e bevendo sake.
Il sake dell’hanami, bevuto mentre si osservano i fiori, è considerato un gesto raffinato. Tuttavia, nei gruppi numerosi, non è raro che le feste diventino eccessivamente chiassose. Secondo l'Onmyōdō (antica cosmologia giapponese), il sakura rappresenta lo yin, mentre la festa corrisponde allo yang, formando così un equilibrio.
Origini Dell'Hanami
Si dice che l’origine dell’hanami giapponese risalga agli eventi organizzati dai nobili durante l'epoca Nara. In quel periodo però veniva ammirato il pruno (ume), appena introdotto dalla Cina, per poi passare durante l'epoca Heian si passò ai ciliegi.
Già nel Man'yōshū, la più antica collezione di poesie di waka, si trovano 43 poesie dedicate ai sakura e 110 poesie dedicate all’ume. Durante la festa del Baika no En (Festa dei fiori di pruno), si tenevano incontri dove venivano composte e decantate poesie mentre si ammiravano i fiori.
Tuttavia, nel Kokin Wakashū (inizi del X secolo), il rapporto si invertì: il sakura compare in 70 poesie, mentre l’ume solo in 18. Fu in quel periodo che il termine "fiore" venne associato ai sakura e che la bellezza femminile cominciò a essere paragonata ai fiori di ciliegio.
Nel Nihon Kōki si racconta che, il 28 marzo 812 (12 febbraio dell’anno Kōnin 3), l’imperatore Saga organizzò nel giardino Shinsen-en la cerimonia chiamata "Hana no En no Sechi" (Festa dei fiori), rendendolo il primo hanami documentato.
Dall' 831, l’hanami divenne un evento ufficiale nella corte imperiale, come descritto nel Genji Monogatari (Il racconto di Genji), nel capitolo Hana no En.
Inoltre, nel Sakuteiki si legge che "nei giardini si devono piantare alberi di sakura, confermando che il ciliegio divenne essenziale nei paesaggi giapponesi. Fu in questo periodo che nacque il quartiere Higashiyama di Kyoto, oggi uno dei luoghi più celebri per l’hanami.

La Diffusione dell'Hanami
Durante i periodi Kamakura e Muromachi, la tradizione dell’hanami si diffuse tra tutti i nobili e samurai.
Durante il periodo Azuchi-Momoyama, ci sono testimonianze pittoriche di hanami all’aperto. Le feste più grandi furono quelle organizzate da Toyotomi Hideyoshi tra cui spiccano il celebre Hanami di Yoshino (1594) e l'Hanami di Daigo (20 aprile 1598).
Fu poi nel periodo Edo, a partire dalla metà del XVII secolo, che l’hanami si diffuse ampiamente tra il popolo. A quel tempo, i fiori più ammirati erano gli yamazakura (ciliegio di montagna).
L'hanami divenne un evento mondano così importante che nelle chaya (case da tè), si potevano noleggiare strumenti musicali come lo shamisen o addirittura parrucche, permettendo ai visitatori di cantare, ballare o recitare spettacoli improvvisati durante i festeggiamenti. Le donne si vestivano con kimono speciali chiamati "hana-goromo" (abiti da hanami), spesso noleggiati per attirare l’attenzione degli uomini.
L’hanami era anche un’occasione per gli incontri prematrimoniali: dopo un primo incontro sotto i ciliegi, la coppia poteva partecipare ad altre attività stagionali come la raccolta di erbe selvatiche in primavera, la pesca di molluschi in estate per culminare poi nel matrimonio in autunno.
La Cultura Ainu: Tradizioni e Stile di Vita
Durante l'epoca Edo iniziò anche la selezione e il miglioramento delle varietà di ciliegi.
Uno dei luoghi più celebri per l’hanami era Shinobugaoka (Ueno), dove il monaco Tenkai piantò numerosi sakura, che sarebbero poi diventati il parco di Ueno Onshi Kōen.
Tuttavia, poiché il vicino Kan'ei-ji, tempio di alto rango, vietava le feste rumorose, nel 1720 lo shōgun Tokugawa Yoshimune fece piantare dei sakura lungo il fiume Sumida e sul monte Asuka per permettere al popolo di godersi l’hanami.
Yoshimune, inoltre, ripristinò la falconeria, interrotta dallo Shōrui Awaremi no Rei e per compensare i contadini dei danni ai raccolti causati dalla caccia, piantò dei sakura nei terreni di caccia, attirando così visitatori e creando un’opportunità economica per i villaggi locali.
Oltre ai già citati Ueno, Asukayama e il fiume Sumida, tra i luoghi per l'hanami più famosi di Edo c’erano Gotenyama, Atagoyama e Tamagawa-jōsui. L’hanami di quel periodo ispirò anche numerosi rakugo (racconti comici), tra cui Nagaya no Hanami, Atama Yama e Hanami no Adauchi (ambientato ad Asukayama).
Con l’inizio dell’era Meiji, molti giardini e residenze dei daimyo di Edo vennero demoliti, e con essi anche i ciliegi che vi erano piantati, usati come legna da ardere. Molte delle varietà di sakura sviluppate nel periodo Edo rischiarono l’estinzione. Tuttavia, Takagi Magoroku, un vivaista di Komagome (Tokyo), riuscì a raccogliere e salvare 84 varietà di sakura, piantandole nel suo giardino.
Nel 1886 Magoroku contribuì alla creazione del viale dei ciliegi di Arakawa, che nel 1910 divenne un famoso luogo per l’hanami.
I sakura di Arakawa vennero poi distribuiti ai centri di ricerca in tutto il Giappone, contribuendo alla conservazione delle varietà. Inoltre, nel 1912, come simbolo di amicizia tra Giappone e Stati Uniti, il Giappone donò 3000 alberi di sakura di Arakawa a Washington che furono piantati lungo il fiume Potomac, dando origine alla tradizione del National Cherry Blossom Festival.

Il Periodo di Fioritura
Il periodo di fioritura e di piena fioritura dei sakura cambia a seconda della regione. Le previsioni di fioritura dei ciliegi per ogni regione vengono annunciate ogni anno dalle compagnie meteorologiche tra febbraio e aprile.
La linea che collega le aree in cui è prevista la fioritura nello stesso giorno è chiamata "sakura zensen" (桜前線, il "fronte dei ciliegi") e si basa sull'analisi di alcuni alberi campione della varietà Somei Yoshino.
Tuttavia nelle aree in cui questa varietà non cresce, come a Nemuro, si usano l'Ezoyamazakura o il Chishimazakura, che fioriscono generalmente più tardi.
Al contrario, a Okinawa, dove i ciliegi sbocciano prima, l'albero campione è il Kanhizakura. A causa delle differenze di latitudine, clima e varietà, il periodo di fioritura in tutto il Giappone si estende da gennaio a maggio.
L'Agenzia meteorologica giapponese definisce il giorno di fioritura come il primo giorno in cui almeno 5-6 fiori sbocciano sull'albero campione, mentre il giorno di piena fioritura è il primo giorno in cui oltre l'80% dei boccioli è sbocciato.
Durante il periodo tra la fioritura e la piena fioritura, il grado di apertura dei fiori è descritto con espressioni come "gobuzaki" (五分咲き, "metà fioritura").
Tuttavia, negli ultimi anni, a causa dell’anticipo della fioritura, si è tentato di ritardare il periodo di piena fioritura ammucchiando neve intorno alle radici degli alberi per preservarne la freschezza.
Al culmine della fioritura si può ammirare uno spettacolo mozzafiato chiamato "sakurafubuki" (桜吹雪, "tempesta di petali di ciliegio") ovvero la caduta dei petali di ciliegio che si disperdono nel vento nei viali alberati e nei parchi.
Dopo la caduta completa dei petali, gli alberi assumono l’aspetto di "hazakura" (葉桜, "ciliegi con foglie").
Le Tradizione Dell'Hanami
Durante l'hanami si consumano grandi quantità di cibo e alcol ed i luoghi più celebri attirano migliaia di persone.
I gruppi di amici, colleghi e familiari stendono teli blu sull’erba per segnare il loro posto e allestiscono grandi picnic con bento, onigiri (polpette di riso ripiene), yakitori (spiedini di pollo alla griglia) e dolci come i sakura mochi e i dango.
L’alcol è il protagonista: si brinda con sake, birra e altri liquori tradizionali, rendendo l’atmosfera festosa e spensierata. Oltre ai picnic, molte città organizzano festival in occasione della fioritura, con bancarelle dove si può gustare cibo di strada, spettacoli di danza e musica e, dopo il tramonto, la suggestiva illuminazione dei ciliegi, chiamata yozakura (夜桜).
In questi momenti, i fiori di sakura risplendono sotto luci soffuse, creando un paesaggio da sogno. In alcuni luoghi, come il castello di Hirosaki o il fiume Sumida a Tokyo, è possibile ammirare i ciliegi anche in barca, scivolando lentamente sull’acqua ricoperta dai petali caduti.
Nonostante l’hanami sia un momento di celebrazione della natura e della primavera, può diventare anche un'occasione per riflettere sulla transitorietà della vita, poiché i sakura, con la loro breve e intensa fioritura, simboleggiano la bellezza passeggera e la caducità dell’esistenza.
Tuttavia, per molti, è soprattutto un’occasione per rafforzare i legami sociali, divertirsi e godersi la stagione più attesa dell’anno in Giappone.

Hanami in Italia: Dove Vedere i Ciliegi
Anche in Italia è possibile vivere l’esperienza dell’hanami, grazie alla presenza di numerosi parchi e giardini in cui sono stati piantati alberi di sakura, spesso donati dal Governo giapponese o da associazioni culturali.
Ecco alcuni dei luoghi più belli dove ammirare la fioritura dei ciliegi:
- Laghetto dell’EUR – Roma: Uno dei luoghi più famosi per l’hanami in Italia è il Parco del Laghetto dell’EUR, dove si trova la Passeggiata del Giappone, un viale alberato con oltre 150 ciliegi sakura Yoshino, donati dal Giappone negli anni ’50 come simbolo di amicizia tra i due Paesi. Ogni primavera, il parco si tinge di rosa e attira numerosi visitatori per picnic e passeggiate sotto i fiori.
- Orto Botanico di Roma: Sempre nella capitale, l’Orto Botanico di Roma ospita un bellissimo giardino giapponese con ciliegi, un laghetto e un piccolo ponte, offrendo un’atmosfera perfetta per l’hanami in un contesto più raccolto e tranquillo.
- Parco Sempione – Milano: Nel cuore di Milano, vicino al Castello Sforzesco, il Parco Sempione ospita diversi ciliegi che regalano una splendida fioritura primaverile. Sebbene non sia un luogo specificamente dedicato all’hanami, è comunque perfetto per godersi la bellezza dei sakura in città.
- Parco del Valentino – Torino: A Torino, il Parco del Valentino ospita il Giardino Roccioso, dove sono presenti alcuni ciliegi in fiore in primavera. Il parco, situato lungo il Po, è un luogo perfetto per passeggiate e picnic sotto i sakura.
- Giardino dell’Istituto Giapponese di Cultura – Roma: L’Istituto Giapponese di Cultura, vicino a Villa Borghese, dispone di un giardino in stile giapponese, con ciliegi, un laghetto e un ponte rosso, perfetto per un hanami più intimo e autentico.
- Parco Giardino Sigurtà – Verona: Situato a Valeggio sul Mincio, vicino a Verona, il Parco Giardino Sigurtà è uno dei parchi più belli d’Italia e ospita una collezione di ciliegi giapponesi che fioriscono tra marzo e aprile, offrendo uno scenario incantevole per l’hanami.